Obiettivi e scenari futuri

I. Adottare software libero

Attività primaria del progetto è quella di adottare, laddove sia tecnicamente e operativamente possibile, soluzione software libere. Questo riguarda tutti gli ambiti dell’attività informatica del nostro Ateneo: dai PC dei collaboratori amministrativi, alle aule riservate all’utenza, a quelle didattiche. Si tratta di un passaggio per niente facile perché la situazione di partenza vede un largo predominio di soluzioni proprietarie, si deve quindi procedere con cautela iniziando da quelle situazioni nelle quali il passaggio a software libero crea disagi minimi per gli utenti finali. Bisogna infine tenere conto di software specifici, necessari all’attività didattica e amministrativa, che richiedono piattaforme proprietarie. Tuttavia, dopo la prima fase di monitoraggio, è emerso che larga parte dei contesti informatici esistenti possono essere tranquillamente riprodotti con software libero.

II. Diffondere il software libero

Oltre alla adozione del software libero (concentrata sulla migrazione dei PC dell’Ateneo) il nostro progetto ritiene un obiettivo fondamentale la sua diffusione, perseguibile in vari modi.
Dall’organizzazione di eventi mirati, a quella di corsi di formazione, alla creazione di supporti divulgativi e infine a un’attività seminariale rivolta alle varie componenti della Comunità accademica. Questo perché spesso si tende ad associare il concetto di software libero a quello di software gratuito, creando equivoci e oscurando completamente gli aspetti etici e tecnici della questione.

III. Il ruolo dell’Università degli Studi di Siena nella comunità del Software libero

Dal momento che la nostra Università, adottando il software libero, aderisce anche alla sua filosofia di fondo, riteniamo indispensabile individuare un modo per “contribuire alla causa”. L’Università degli Studi di Siena non dovrà quindi esclusivamente godere dei benefici del software libero ma fare la propria parte per contribuire alla sua diffusione e al suo sviluppo.
Alcuni modi potrebbero essere i seguenti:
a) mettere a disposizione un server per il mirror del software, dove ospitare i programmi che i vari utenti vorranno scaricare.
b) Creare all’interno del progetto un gruppo di persone che possano tradurre in italiano la documentazione ufficiale dei vari software che adotteremo disponibile al momento solo in lingua inglese, per poi metterla a disposizione dell’intera comunità. Questo sarà utile sia agli utenti “interni”, che potranno disporre di un aiuto di facile comprensione, sia ad altri che adotteranno gli stessi software.
c) realizzare, sperimentare e rendere disponibili soluzioni software rivolte a strutture e enti analoghi.
Potremo poi creare, a migrazione avvenuta, un resoconto tecnico che possa essere di aiuto ad altri enti che vorranno intraprendere il nostro stesso percorso.