Riutilizza i tuoi vecchi PC

La distribuzione adottata per il progetto GNUnisi altri non è che una Ubuntu personalizzata. Le caratteristiche principali di tale distro sono una elevata compatibilità con l’hardware e una vasta gamma di pacchetti e soluzioni software, il tutto con un sistema di gestione estremamente user-friendly, che rende possibile l’installazione anche all’utente non esperto.
Ubuntu tuttavia non è così parca di risorse, i requisiti minimi richiesti infatti sono 256Mb ram e 4Gb spazio su disco, caratteristiche presenti nella stragrande maggioranza dei PC acquistati negli ultimi 4-5 anni, ma se ne avessimo di vecchi, ormai considerati dismessi perché poco performanti? Ad esempio dei Pentium 3 400 con 64Mb Ram? Dobbiamo buttarli via? E perché mai, quando esiste la possibilità di riportarli a “nuova vita”?!
Ubuntu è una possibilità ma il mondo Linux offre una vastissima scelta in termini di distribuzioni, create per rispondere a specifiche esigenze tra cui quella di poter utilizzare sistemi “poveri” di risorse hardware.
E’ bene precisare che ciò che appesantisce maggiormente la velocità di un vecchio PC è l’ambiente grafico. Quelli più diffusi in ambito Desktop, Gnome e KDE, sono sì molto completi ma anche non proprio leggerissimi. Esistono però molte alternative, alcune user-friendly come le due sopra citate, altre più spartane ma che garantiscono prestazioni eccellenti anche su macchine datate. Le distribuzioni light sono state assemblate utilizzando questi gestori grafici cercando tuttavia di non perdere funzionalità e versatilità. Ma vediamone alcune:

Xubuntu

E’ la versione di Ubuntu con il sistema grafico XFCE. Mantiene tutte le caratteristiche della “sorella maggiore”, incluso il comodo gestore di pacchetti Synaptic, con il quale può installare i medesimi pacchetti.  Le richieste hardware si abbassano a 64Mb per l’installazione e 1,5 Gb di spazio su disco. Per il funzionamento si specifica testualmente che può partire con 192 Mb ram (o persino 128Mb ram), ma che sono fortemente consigliati 256Mb. Inutile dilungarsi sulla descrizione, di Ubuntu sapete già probabilmente tutto.

Puppylinux

Si tratta di una distribuzione Livecd che ha come caratteristiche principali portabilità, leggerezza e facilità d’uso. Sviluppata da Barry Kauler, Puppy può essere interamente eseguita su memoria Ram, oppure può essere installata su hard disk fissi. Nel primo caso è bene disporre di almeno 128 Mb di ram, mentre nel secondo caso sono sufficienti appena 48 Mb di ram e poco più 110 Mb si spazio su disco.
Puppy può essere eseguita da Cd, Dvd, Chiavette Usb, Zip Drive, Rete (ethernet Puppy) o addirittura da un floppy che successivamente carica il file necessari da un altro supporto removibile. Viene fornita con due gestori grafici, X.Org, completo e semplice da usare ma un pelo più pesante, e Xvesa, estremamente leggero. L’utente comunque, in fase d’installazione, verrà guidato nella scelta della soluzione più adeguata al proprio hardware.
Puppy è dotata di due comodi gestori di pacchetti, PupGet e DotPup, mentre Pup Unleshead è una utility che consente di selezionare tra oltre 500 pacchetti per creare un Puppy personalizzata. Le applicazioni sono complete nelle funzioni ma scelte accuratamente per la loro leggerezza e dimensione. Possiamo citare Abiword come word processor, Gnumeric come foglio di calcolo, SeaMonkey come Web suite. Ci sono altre derivazioni con pacchetti specifici, come la Chubby Puppy che contiene il pacchetto Openoffice.
Personalmente ho provato questa distro su alcuni vecchi portatili, Pentium 400 Mhz con 64 Mb Ram, e devo dire che sono rinati a nuova vita. Tutte le periferiche sono state correttamente riconosciute, inclusa una scheda modem/fax PCMCIA. Le pennine usb vengono montate e gestite senza nessun tipo di problema.

Damn Small Linux (DSL)

La traduzione letterale del nome di questa distro (basata su Knoppix) è “Linux dannatamente piccolo”, e bisogna dire che calza perfettamente a pennello; per il suo funzionamento infatti richiede solo 50Mb di spazio su disco, un processore Intel 80486 e 16 Mb ram. In un PC così datato DSL mette a disposizione un ambiente di produzione versatile e completo, con una suite di applicativi da ufficio, tutto l’occorrente per navigare in Internet, applicativi multimediali, il tutto gestito attraverso l’ambiente desktop Fluxbox.
I vari pacchetti possono essere gestiti tramite APT, che rende il sistema molto simile a Debian/Ubuntu.
DSL nasce inizialmente come sistema live, ma la versione corrente può essere installata ed eseguita su dischi rigidi, chiavette USB, schede CompactFlash, dispositivi ZIP e, grazie all’emulatore QEMU, anche in sistemi Microsoft/Windows.

Bene, ora non vi resta che andare nel vostro magazzino a recuperare qualche vecchio “cassettone” polveroso ormai accantonato e dedicarvi al Trashware. Vedrete che vi darà estrema soddisfazione rendere un Pentium II veloce quanto un Dual Core.

Roberto Bartali

P.S. Queste sono solamente tre soluzioni tra la decine presenti nel mondo GNU/Linux, se volete trovare da soli al distro che fa al caso vostro vi consiglio il sito Distrowatch, dove potete trovare una lista completa delle distribuzioni esistenti descritte nei minimi dettagli.